Itinerario alla scoperta di Trento – Dal Buonconsiglio al Doss Trento

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Itinerario alla scoperta di Trento – Dal Buonconsiglio al Doss Trento

Cari amici alpini che vi recherete a Trento per l’Adunata, la citta’ offre mille spunti per vivere alcuni giorni ricchi di emozioni: dai percorsi alla scoperta dei luoghi storici, alle mille iniziative ed eventi che la citta’ propone.

Oggi vi presentiamo uno straordinario percorso tratto dal sito www.discovertrento.it .

Dal Buonconsiglio al Doss Trento

CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Via Bernardo Clesio 5, Trento

Il Castello del Buonconsiglio è il più importante monumento di carattere non religioso della provincia. Residenza dei Principi Vescovi dalla fine del XIII secolo fino alla secolarizzazione dell`episcopato avvenuta nel 1803, fu originariamente costruito con funzioni prettamente difensive. L’aspetto militare del Castello subì attraverso i secoli profonde modifiche che lo trasformarono in uno dei maggiori complessi fortificati residenziali urbani delle Alpi. Fu soprattutto grazie all`opera di alcuni Principi Vescovi (Giorgio Lichtenstein, Bernardo Clesio, Cristoforo Madruzzo, Francesco Alberti-Poja), che il Castello assunse l’aspetto attuale: a partire dalla fine del 1300 fino alla metà del 1600 al nucleo originario, formato dal Castelvecchio e dalla Torre d`Augusto, furono aggiunte altre parti (Magno Palazzo, Giunta Albertiana). Contemporaneamente a Trento arrivarono alcuni fra i migliori artisti dell’epoca che non si limitarono a lavorare al Castello, ma lasciarono testimonianza della loro opera in molti palazzi della città.

La visita del Castello offre la possibilità di un’immersione nella storia, sia dal punto di vista architettonico militare che da quello artistico. A partire dal Ciclo dei Mesi, una serie di affreschi databili intorno al 1400 e riconosciuto come uno degli esempi più importanti a livello europeo del gotico internazionale, nei quali l’ignoto artista di probabile origine boema, propone per ogni mese la rappresentazione della vita di corte e di quella popolare, ci si ritrova successivamente immersi in pieno Rinascimento, circondati da opere di squisita fattura che dimostrano il livello degli artisti che qui hanno operato.

Da ricordare anche le carceri dove nel corso della prima Guerra Mondiale furono imprigionati alcuni irredentisti (nel XIX secolo sotto l`impero austroungarico il Castello fu adibito a caserma). Nel 1973, con il passaggio delle competenze in materia di Beni Culturali dallo Stato alla Provincia Autonoma di Trento, il Buonconsiglio diviene Museo Provinciale d`Arte; dal 1992 è denominato Castello del Buonconsiglio, Monumenti e collezioni provinciali.

E veniamo ora al percorso vero e proprio

“Dal Buonconsiglio al Doss Trento”

TEMPI DI PERCORENZA: 1 ora
QUOTA DI PARTENZA / QUOTA MASSIMA: 200 m / 300 m
DISLIVELLO: 100 m circa
INTERESSE: storico, paesaggistico

Il Castello era il perno di una linea difensiva interna che proteggeva il centro urbano. La difesa era affidata soprattutto alle artiglierie del Doss Trento, che controllavano tutta la valle.

La linea proseguiva con altre opere campali raggiungendo la zona di Martignano, con la batteria ottocentesca, percorrendo poi la collina est fino al torrente Fersina, spingendosi poi al forte di San Rocco. Allo scoppio della guerra la città contava circa 30.000 abitanti, due terzi dei quali lasciarono le proprie abitazioni nel maggio 1915, quando venne organizzato il trasferimento dei civili in Austria Superiore e Inferiore, in Boemia e Moravia. Nuovi abitanti arrivarono in città: decine di migliaia di soldati. Le caserme furono presto insufficienti e vennero requisiti molti edifici pubblici.
Anche le abitazioni abbandonate dai trentini vennero occupate dai soldati. La popolazione civile che rimase a Trento dovette fare i conti con la fame, la miseria, il cibo razionato e una città occupata dai soldati e dai feriti. Gli ultimi giorni di guerra videro la fuga disordinata dei soldati austroungarici e l’arrivo degli italiani il 3 novembre 1918.

L’itinerario parte dal castello del Buonconsiglio, che durante la guerra fu sede del comando e centro operativo della Fortezza di Trento. Nella fossa del castello vennero giustiziati Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa, cittadini austriaci che durante la guerra combatterono come volontari nell’esercito italiano. Dal castello si attraversa la città e si supera il fiume Adige giungendo nel quartieri di Piedicastello. Qui ai piedi del Doss Trento è visitabile il suggestivo spazio espositivo de Le Gallerie, due ex tunnel stradali ora gestiti dalla Fondazione Museo Storico del Trentino. Dal quartiere si sale sul dosso attraverso la strada degli alpini costruita a partire dal 1940. Raggiunta la sommità si può ammirare dall’alto la città. Sul Doss Trento oltre al’artiglieria era presente una polveriera fortificata, una stazione per piccioni viaggiatori e una caserma. Oggi sul Doss Trento sono visitabili il Museo nazionale storico delgi alpini e il Mausole a Cesare Battisti, inaugurato nel 1935.

Fortificazioni ottocentesche della linea interna
– Fortificazioni del Doss Trento
anno di costruzione: 1848; 1880
tipologia: varie opere
proprietà: pubblica
apertura al pubblico: visitabile
stato di conservazione: tracce
Opere demolite nel dopoguerra

– Batteria Martignano
anno di costruzione: 1882-1883
tipologia: batteria
proprietà: privata
apertura al pubblico: no
stato di conservazione: non restaurata
Disarmata nel 1915

– Forte San Rocco
anno di costruzione: 1881-1883
tipologia: forte
proprietà: pubblica
apertura al pubblico: no
stato di conservazione: non restaurato
Disarmato nel 1915
Clicca QUI per scaricare il PDF con tutti i percorsi disponibili – Il link porta al sito www.discovertrento.it


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